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“Un premio per chi programma”
L’assessore Donnici
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Strage di Soriano: preso il responsabile
Arrestato dalla
Polizia il latitante Roberto Morano. Deve scontare una pena di 16
anni di carcere
Si nascondeva in una villetta di un residence di 15 appartamentini, utilizzata come rifugio per passare insieme alla moglie le vacanze di Natale, ma i poliziotti della squadra mobile della questura di Catanzaro hanno fatto irruzione alle prime luci dell’alba di ieri e lo hanno arrestato. Si tratta del latitante Roberto Morano, 29 anni, nato a Vibo Valentia ma residente a Gerocarne, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 23 novembre dello scorso anno dalla corte d’assise d’appello di Catanzaro, in quanto responsabile del gravissimo fatto di sangue, verificatosi nell’estate 1997 a Soriano Calabro, passato alle cronache come “Strage di Soriano”, dove perse la vita Domenico Macrì e rimase gravemente ferito Francesco Prestanicola, quest’ultimo costretto a muoversi su una sedia a rotelle. Nella strage furono coinvolti anche altre persone che rimasero ferite in maniera lieve. Oltre a Morano, al quale fu comminata la pena di 16 anni per strage, omicidio, tentato omicidio e reati connessi in materia di armi, il tribunale condannò Giuseppe Taverniti, 28 anni, all’ergastolo, condanna che sta già scontando in carcere, e Antonio Federico, 28 anni, che attualmente è irreperibile. Gli investigatori della sezione criminalità organizzata della squadra mobile catanzarese, guidata da Francesco Rattà, coordinati dal servizio centrale operativo di Roma, unitamente al personale del commissariato di Serra San Bruno e con l’aiuto tecnico del servizio della polizia scientifica di Roma, hanno localizzato il latitante, come ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il questore di Catanzaro, Romolo Panico, nell’ambito delle iniziative volte a contrastare le attività criminali della cosca mafiosa “Loielo” che opera a Gerocarne. Alla cattura del Morano, gli investigatori sono giunti grazie ad una capillare attività investigativa ed incessanti servizi di osservazione e pedinamenti e ritengono che lo stato di latitanza del Morano, organicamente inserito nella cosca Loielo, come si evince dal suo coinvolgimento nella strage di Soriano, poteva essere sfruttato dagli appartenenti alla stessa cosca per commettere altri delitti della medesima specie, allo scopo di ristabilire e radicare il predominio della consorteria criminale di appartenenza, nel territorio di influenza. Il paese di Gerocarne è balzato agli onori delle cronache anche per un altro fatto di sangue. Nel 2002 nel paese del vibonese si è verificato il duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo, ritenuti referenti primari dell’omonima cosca, a cui appartiene il giovane arrestato questa mattina, seguita a distanza di un anno dalla cosiddetta strage di Gerocarne, in cui persero la vita i cugini Giovanni e Francesco Gallace, e Stefano Barillaro, mentre rimase ferito Ilario Antonio Chiera. Per questo motivo gli investigatori ritengono che il Morano sia stato favorito da elementi di cosche mafiose locali. Questa tesi è avvalorata dal fatto che al momento dell’arresto l’uomo non era armato e non ha opposto resistenza, segno che poteva contare su una serie di fiancheggiatori in zona. Per questo motivo sono tuttora in corso delle indagini volte a stabilire i contatti dell’uomo ed il collegamento tra le cosche operanti nelle Serre e nel Soveratese, grazie anche ad alcune utenze telefoniche cellulari trovate in possesso dello stesso latitante. Fonte: Il Giornale di Calabria |
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