| |
Il ministro Pisanu alla Camera ed al Senato ha affrontato
il caso Calabria dopo l’omicidio Fortugno

ROMA.
Risposte “non emotive, non eclatanti, ma dure”. E una
serie di direttive per sconfiggere la ‘ndrangheta, una
vera e propria ‘‘multinazionale del crimine” con “la
sede storica a Reggio Calabria” e diramazioni “in tutta
Italia, in buona parte d’Europa ed oltre oceano”. Così
il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu annuncia in
aula, prima alla Camera e poi al Senato, il suo piano
per “riaccendere la speranza dei Calabresi” e
sconfiggere la ‘ndrangheta. Un lavoro ‘‘complesso e
articolato”, un obiettivo ambizioso che si può però
raggiungere, avverte il ministro, “tutti insieme”,
“ognuno per la sua parte”, forze dell’ordine,
istituzioni, società civile e, prima di tutto, politici,
ai quali ha lanciato un invito affinché non facciano
finire la questione calabrese nel “tritacarne delle
polemiche elettoralistiche”. Ed è tornato a ribadire che
in Calabria lo stato “c’è e non intende andarsene”. Ma
ha anche aggiunto: “L’azione dello Stato da sola non
basta, se non convince i calabresi onesti a fare leva
sulla coscienza civile per cambiare le cose”. Pur
precisando di avere il massimo rispetto per “la paura
dei calabresi onesti”. DOMANI AL VIA DIRETTIVE CONTRO
‘NDRANGHETA: Verranno formalizzate nel corso del vertice
nazionale presieduto da Pisanu, al quale parteciperanno
anche i responsabili dei servizi. Ma non riguarderanno
solo la Calabria, perchè la ‘ndrangheta, ha spiegato
Pisanu, è una multinazionale del crimine con la sede
storica a Reggio Calabria: “Dobbiamo colpirla in
Calabria ma anche nelle sue proiezioni
economico-finanziarie e comunque criminali nel resto
d’Italia, in buona parte d’Europa e oltreoceano. È un
lavoro molto complesso e articolato. L’impegno sul
territorio calabrese è solo una parte del piano che
stiamo elaborando”. RISPOSTE NON EMOTIVE MA DURE: Le
risposte delle forze dell’ordine saranno “non emotive,
non eclatanti ma fredde, dure e proporzionate”, alla
gravità dell’accaduto. Pisanu ha quindi annunciato che
mercoledì il procuratore nazionale antimafia Piero
Grasso andrà a Reggio Calabria, mentre ieri il capo
della polizia ha tenuto una riunione con i
rappresentanti delle tre forze dell’ordine, domani ci
sarà il vertice da lui presieduto e su sua direttiva “un
gruppo di specialisti” è già in Calabria “per aiutare
gli investigatori locali” IN AUMENTO MINACCE AD
AMMINISTRATORI LOCALI: “Negli ultimi tempi -ha detto il
Ministro- sono cresciute in misura allarmante le minacce
agli amministratori locali per piegarli a comportamenti
illeciti. Molti onorano con coraggio le loro
responsabilità democratiche e meritano la riconoscenza e
l’incondizionato sostegno da parte soprattutto delle
forze dell’ordine. UNITI PER RIDARE SPERANZA AI
CALABRESI: Si può reagire ogni giorno, ha detto il
Ministro, ognuno per la sua parte, pubblica o privata
che sia. Certo, a cominciare dai pubblici poteri:
politica, magistratura e amministrazione. “Il Ministero
dell’Interno e le forze dell’ordine -ha aggiunto- lo
stanno già facendo e, vi assicuro, continueranno a farlo
con crescente impegno di uomini e mezzi”. Perché insieme
si può riaccendere la speranza dei calabresi, ha
assicurato, la speranza “di quegli studenti che hanno
manifestato nelle strade di Locri”. MA LO STATO DA SOLO
NON BASTA: In Calabria “lo stato c’é e non ha nessuna
intenzione di andarsene”, ha assicurato il ministro, ma
ha aggiunto: “L’azione dello stato da sola non basta” se
non convince i calabresi onesti a reagire, “le forze
dell’ordine, da sole, non possono sconfiggere la cultura
del “qui non cambia niente”, della rassegnazione
all’illegalità, alla vendetta, alla morte. Tantomeno
possono farlo le cosiddette leggi speciali”. ‘NDRANGHETA
IL PIÙ TERRIBILE GRUPPO CRIMINALE: è “la più forte, la
più potente e la più aggressiva delle organizzazioni
criminali”, ha detto. Ma non solo: “Forte del suo
“familismo amorale” -ha assicurato- che, da un lato, la
rende particolarmente coesa e, dall’altro, la
contrappone alla società civile e allo stato di diritto,
la ‘ndrangheta è insieme, per sua stessa natura,
fenomeno criminale e forza eversiva”.
Nuove direttive contro la
‘ndranghita
Verranno formalizzate venerdì nel corso di un vertice
nazionale presieduto da Pisanu
ROMA. Verranno formalizzate venerdì, nel corso del
vertice nazionale presieduto dal ministro Pisanu una
serie di direttive per combattere la ‘ndrangheta, che
non riguarderanno però solo la Calabria e non avranno
come unico obiettivo quello di aumentare uomini e mezzi:
“la ‘ndrangheta è una multinazionale del crimine” che ha
anche delle “proiezioni economico-finanziarie e
criminali nel resto d’Italia, in buona parte d’Europa e
oltreoceano”. Così il ministro dell’Interno Pisanu ha
spiegato come si articoleranno le nuove direttive alle
forze dell’ordine, annunciate nel corso del suo
intervento alla Camera sull’omicidio Fortugno. “Le
direttive - ha detto Pisanu lasciando l’aula di
Montecitorio - verranno formalizzate oggi, non so però
quante potranno essere rese pubbliche e quante dovranno
rimanere riservate”. Il ministro ha quindi spiegato che
“l’impegno sul territorio calabrese è soltanto una parte
del piano che stiamo elaborando”. La ‘ndrangheta,
infatti, ha proseguito, “è una multinazionale del
crimine con la sede storica a Reggio Calabria. Dobbiamo
colpirla in Calabria ma anche nelle sue proiezioni
economico-finanziarie e comunque criminali nel resto
d’Italia, in buona parte d’Europa e oltreoceano. È un
lavoro molto complesso e articolato”. Il ministro ha poi
precisato che anche se le direttive verranno stilate
oggi questo non significa “che nel frattempo siamo
rimasti con le mani in mano: una squadra speciale è
andata in Calabria ed è già all’opera per aiutare gli
investigatori locali; abbiamo preso contatti con Grasso
per l’antimafia e oggi faremo una elaborazione
abbastanza puntuale delle cose ulteriori da fare”. Ed ha
aggiunto di aver voluto prima ascoltare il Parlamento
“con la speranza di poter raccogliere anche qui delle
indicazioni utili”.
|
|