Tra Idv e Loiero è rottura senza ritorno
Il partito di Di
Pietro: “Il presidente ci umilia con le sue scelte”. Il Governatore:
“Donnici resta al suo posto” |
Lettera del
presidente della Provincia di Cosenza, Oliverio, a Loiero per
soluzioni nel tempo più breve possibile |
Sarebbe stato un
raptus scatenato da dissidi familiari a spingere Giuseppe Pittelli a
uccidere la madre
CATANZARO. E' stato quasi sicuramente un raptus, scatenato molto probabilmente da dissidi familiari, a spingere Giuseppe Pittelli, 40 anni, a uccidere la madre, Agata Carioti, di 78 anni. Il delitto e' avvenuto, nella tarda serata di domenica, a Davoli, un centro del catanzarese. I Carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Catanzaro, che hanno condotto le indagini con i colleghi della compagnia di Soverato e della stazione di Davoli, hanno chiarito, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio, le modalita' dell'omicidio ed i motivi che hanno indotto gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, ad emettere, nella tarda mattinata di oggi, il decreto di fermo nei confronti dell'uomo. Agata Carioti, secondo la ricostruzione degli investigatori, nella serata di ieri si e' recata a casa della figlia, costretta a letto con una gamba rotta per un incidente. Dopo la visita, la donna e' rientrata nella sua abitazione dove il presunto omicida, forse dopo una lite, l'ha strangolata, probabilmente usando un foulard ritrovato sul cadavere. A questo punto Giuseppe Pittelli, secondo gli inquirenti, per poter agire protetto dal buio, sarebbe andato a staccare l'energia elettrica dall'interruttore generale del contatore e avrebbe trasportato il cadavere della madre nella legnaia, dove e' stato poi ritrovato. Il padre di Giuseppe, Bruno Pittelli, pensionato, che si trovava a letto nell'abitazione in quanto affetto da problemi di salute, ha provocato dei tonfi per richiamare, come faceva di consueto, l'attenzione della moglie. I rumori prolungati hanno insospettito i vicini che hanno allertato i nipoti i quali si sono recati subito nell'abitazione della zia, trovandone il corpo privo di vita, ed avvisando immediatamente i Carabinieri. Non sarebbe stato quindi lo stesso figlio, come si era appreso in un primo momento, a chiamare il 112. Giuseppe Pittelli e' stato subito sospettato dagli inquirenti dell'insano gesto e, nel corso dell'interrogatorio, si sarebbe contraddetto piu' volte, pur negando ogni addebito. L'uomo e' affetto da turbe psiche, ma nessuno in passato aveva immaginato che potesse essere pericoloso per se stesso e per gli altri. Per questo motivo, l'uomo, dopo le pratiche di rito, e' stato portato nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Chiaravalle. Fonte: Il Giornale di Calabria |
Bombe sotto le auto
di due fratelli. A Fabrizia si teme il riacutizzarsi di una
sanguinosa faida |








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