Blitz della Polizia di Stato che ha stroncato un traffico
internazionale di stupefacenti
REGGIO CALABRIA. Blitz della Polizia di Stato contro un
traffico internazionale di stupefacenti gestito da clan
della ‘ndrangheta. L’operazione, coordinata dal Servizio
centrale operativo della Direzione anticrimine centrale
diretta da Nicola Cavaliere, è scattata in Calabria, nel
Lazio e in Lombardia. Le complesse indagini hanno
permesso di porre termine ad un rilevante traffico
internazionale di sostanze stupefacenti dalla Bulgaria
verso l’Italia, avviato e gestito, in numerose regioni
italiane, dal clan Piromalli-Molè il cui raggio d’azione
si sviluppa nella piana di Gioia Tauro. L’indagine ha
individuato un’associazione criminale che acquistava la
cocaina in Bulgaria per poi immetterla sul territorio
italiano attraverso un ingegnoso sistema di importazione
che camuffava la droga all’interno di pallet contenenti
legname. La droga giungeva, via mare, nel porto di Gioia
Tauro per poi essere smistata nelle province di
Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia, Siracusa, Roma e
Bergamo, ove affiliati alla cosca provvedevano a
rivenderla attraverso l’impiego di pusher per lo più
originari di Paesi dell’est europeo. L’operazione della
Polizia di Stato, ribattezzata “Mar Nero”, ha portato
sinora all’esecuzione di 16 delle 18 ordinanze di
custodia cautelare in carcere emesse dalla Direzione
distrettuale antimafia di Reggio Calabria: due degli
accusati risultano tutt’ora irreperibili. Tra gli
arrestati anche tre fratelli - di cui non sono state
rese ancora note le generalità - ritenuti elementi di
spicco del clan Piromalli-Molè, uno dei più noti della
Piana di Gioia Tauro. Il traffico internazionale di
cocaina, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti,
aveva il suo snodo principale nella Bulgaria, paese nel
quale risiedeva uno dei trafficanti, un calabrese,
incaricato di organizzare la spedizione della droga in
Italia. Acquistata in Colombia, la droga destinata alla
‘ndrangheta giungeva in Bulgaria, dove un referente dei
narcotrafficanti di Gioia Tauro la smistava in Italia.
L’importatore estero della gang è Antonino Foti, 42
anni, originario di Cosoleto in provincia di Reggio
Calabria e domiciliato in Bulgaria dove gestisce una
ditta per l’esportazione di legname. Ricevuta la cocaina
l’imprenditore, attraverso una sorta di salvacondotto
delle cosche, la faceva giungere a Gioia Tauro ai
fratelli Rocco, Fortunato Teodoro e Massimiliano
Pasqualone, rispettivamente di 37, 39 e 34 anni,
ritenuti contigui alla cosca Piromani - Molè. In uno
stabile di proprietà dei tre la cocaina partiva alla
volta dei mercati di Cosenza, Vibo Valentia, Catanzaro,
Siracusa, Roma e Bergamo. Nel contesto delle indagini la
polizia bulgara, in collaborazione con il Servizio
Centrale Operatorio, ha sequestrato una partita di 80
chili di cocaina. Il lavoro del commissariato di Gioia
Tauro, diretto da Giuseppe Cannizzaro, il 17 giugno
dello scorso anno, ha intercettato un trattativa
illecita che si svolgeva in una casa di proprietà dei
fratelli Pasqualone e finalizzata alla vendita di una
partita di cocaina ad acquirenti giunti in Calabria
dalle province di Catania e Siracusa. Nella circostanza
vennero sequestrati 250 grammi di cocaina, tre assegni
di conto corrente in bianco preformati, una pistola e
relativo munizionamento ed un bilancino di precisione.
In quell’occasione finirono in manette due dei fratelli
Pasqualone, Rocco e fortunato: il primo, dipendente
comunale, è considerato la mente della gang. Con loro
finirono in carcere anche Francesco Di Mauro, 22 anni di
Catania, e Giuseppe Timpano, di 31 di Catania.
Nonostante l’arresto dei fratelli Pasqualone la vendita
all’ingrosso di sostanza stupefacente proseguì e nel
contesto di quest’attività illecita la polizia è
riuscita a scoprire la via della droga. Le indagini,
coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica
Marco Colamonaci, hanno consentito al Gip Giampaolo
Boninsegna di emettere 18 provvedimenti restrittivi a
carico dei presunti componente dell’organizzazione, di
cui 16 eseguite la scorsa notte dalla stessa polizia.
Alla cattura sono sfuggiti Antonino Foti ed il
napoletano Antonio Caccavallo.
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