31/10/2005
E’ di 36 miliardi di euro il giro d'affari della ‘ndranghita
Lo
ha calcolato l’Eurispes. La
provincia di Reggio la più
“permeabile” alla mafia
COSENZA. Ammonta a quasi 36 miliardi di euro il giro d’affari della ‘ndranghita stimato dall’Eurispes per il 2004. Reggio Calabria si conferma anche per il 2005 in cima alla graduatoria sul rischio di permeabilità mafiosa, mentre alla provincia di Crotone va il primato degli omicidi per ‘ndranghita. A Vibo Valentia, invece, il più basso livello di fiducia nelle istituzioni. “Dopo l’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno - ha dichiarato il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara - è emersa, in modo inequivocabile la dichiarazione di guerra delle ‘ndrine al sistema delle istituzioni. Mai come in questo momento, risulta fondamentale non abbandonare i calabresi a se stessi. In questo senso, mi sento di condividere appieno l’appello del presidente della Regione Agazio Loiero di non lasciare sola la Calabria e di non ritenere che il fenomeno della ‘ndranghita sia circoscritto al solo territorio regionale. Occorre, in questo senso, che lo Stato dimostri di essere più efficace ed efficiente dell’anti-Stato”. “In Calabria - sostiene il presidente dell’Eurispes regionale, Raffaele Rio - la classe politica e dirigente deve saper conquistare la fiducia dei cittadini attraverso un’adeguata politica di programmazione e pianificazione sul territorio che produca risorse imprenditoriali, occupazione e stabilità economica. Su questo aspetto le istituzioni regionali sono ancora poco incisive. L’Eurispes, dal canto suo, cerca di giocare il suo ruolo fino in fondo. È l’unico istituto nazionale ad essere presente con una propria sede e con giovani professionalità regionali in Calabria con la convinzione che per la creazione di una cultura dello sviluppo e della crescita sociale sia fondamentale un’attività di ascolto costante delle istanze e delle pulsioni provenienti dalla società civile. Combattere la ‘ndranghita significa anche spezzare, attraverso la strategia della condivisione sociale sulle scelte da adottare, l’uso sistematico e indiscriminato dell’intimidazione, del terrore, dell’omicidio, da parte di chi aspira ad affermare contro le istituzioni locali, una propria contro-cultura, una esplicita quanto determinata richiesta di potere. La ‘ndranghita - conclude Rio - non ricerca esclusivamente i profitti derivanti dal business economico per i suoi affiliati ma punta anche ad ostacolare, in ogni modo e con ogni mezzo, il propagarsi di una cultura della denuncia e della partecipazione, fondamentale, invece, per far riemerge nella società civile il bisogno di certezze, di rassicurazione, un nuovo ordine di valori e di significati”.
Fonte: Il Giornale di Calabria
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